Fahre/2

Ancora dal vocabolario di Fahrenheit.

Piccante

Checchè ne dica google, piccante non è innanzitutto una tv porno, né un genere di barzellette. Mentre, checché ne dica l’opinione comune, il piccante non è un sapore. Gli spaghetti aglio, olio e peperoncino sanno di aglio, sanno di olio ma non sanno di peperoncino. Sentiamo il piccante sul cibo, ma il piccante non sa. Così come l’uomo per proteggersi dai predatori ha sviluppato il pollice opponibile, certe piante si sono sforzate di diventare piccanti. L’evoluzione ha sorriso a entrambi. Neanche i topi – che si riconoscono per ingordigia e sporcizia – mangerebbero tra i resti di un ristorante messicano. Perché agli animali il piccante non piace. La capsaicina – contenuta nel peperoncino, o la piperina – contenuta nel pepe – generano una leggera sensazione di dolore. Gli animali non ci cascano, fiutano il pericolo e lasciano perdere. All’uomo quel po’ di masochismo piace. Il cervello gli suggerisce di fermarsi, ma a lui questa cosa non va giù. Il peperoncino, invece, gli va giù eccome. Contro la sua natura. Proprio così come gli piace correre a 240 o andare sulle montagne russe. Gusta il dolore, gusta il pericolo. E solo in senso lato gusta anche il piccante. Alcuni prevedono che il futuro riserverà guerre per il cibo. Sarebbe il minimo, sarebbe anche giusto. Altri – più plausibilmente, prevedono che le guerre non saranno per il cibo, ma saranno per le fette di carne ben condite con l’aceto balsamico, e magari del peperoncino tritato. Miliardi di persone ambiscono ai loro due decenni di carne cinque volte alla settimana e piccole botteghe boutique con un peperoncino da 126 euro al chilo, rarissimo direttamente da un’isola al largo della Guadalupa. Non si rassegneranno per colpa dell’effetto serra. A quelli che fanno previsioni del genere spesso viene detto Cassandre. Le solite Cassandre. Dimenticandosi, forse, una nozione base di mitologia: che Cassandra poteva anche avere del modi del cavolo, ma aveva pure la ragione dalla sua. Non credere a Cassandra non è che poi abbia salvato Troia. Augurandoci accada il contrario, non sarebbe la prima guerra per il gusto. L’America è stata scoperta perché stufi dei dazi e delle guerre per raggiungere il pepe indiano. Colombo trovò il peperoncino, ma andò per il pepe. Quel piccante serviva sì a deliziare palati nobili, ma in minor parte serviva anche al popolino, dava un senso a pietanze altrimenti rancide e sgradevoli. Cibo senza gioia, mangiato solo come energia per lavorare. Ma intanto ogni regione, ogni paese del mondo ha la sua ricetta popolare ultrapiccante. Perché non avrà sapore, ma copre gli altri; il piccante. Per questo un peperoncino rappresenta al meglio cos’è il cibo per la nostra specie. E tutte le contraddizioni che porta con sé. Un pasto è una messinscena edonistica o è una sana messinscena edonistica? E soprattutto: un pasto è sempre mangiare contro natura? Una bella fiorentina con l’insalata di pomodori è solo una fiorentina con l’insalata di pomodori oppure una fiorentina da allevamento intensivo coi pomodori raccolti da schiavi?

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