Una tacca più in basso

Sabato scorso su Repubblica Milano avevo letto una cosa tremenda. Oggi ho cercato qualche aggiornamento, e ho scoperto – invece – che la notizia non è stata ripresa da nessun altro. E anzi, neanche repubblica.it l’ha copincollata. Allora lo faccio io:

È nato a Bucarest 16 anni fa, ma dalla Romania se n’è andato quando aveva otto mesi, dopo essere stato adottato da una coppia milanese. Dunque è italianissimo. E minorenne. Eppure il ragazzo (che i genitori insistono nel proteggere con l’anonimato) qualche settimana fa si è visto recapitare a casa una busta senza mittente, indirizzata a suo nome. Materiale elettorale: dentro c’era un volantino, scritto in romeno, che pubblicizzava gli “incontri sulla Costituzione italiana per i nuovi cittadini italiani” promossi dall’associazione dei romeni a Milano, un’iniziativa che sta molto cuore all’Udc. E infatti, nella stessa busta, ecco l’immancabile santino elettorale che invita a votare per Enrico Marcora, candidato Udc al consiglio regionale. I genitori del ragazzo l’hanno presa malissimo, e hanno fatto già partire due denunce: una al garante della Privacy, l’altra alla Procura. Parla la mamma, Elena Montagna: «Ci chiediamo perché indirizzare a un minore la pubblicità di un partito in vista di elezioni a cui nostro figlio non può partecipare, ma soprattutto vogliamo manifestare il profondo disagio in cui ci siamo trovati». Insomma, i genitori hanno dovuto spiegare all’ignaro ragazzo i motivi per cui ha ricevuto quella lettera in romeno, ricordandogli di essere stato adottato. «Un disagio che per nostro figlio avrebbe potuto essere amplificato, con conseguenze emotive e psicologiche non prevedibili o quantificabili, se non avessimo scelto fin da quando era piccolo, di renderlo partecipe della sua condizione di figlio adottivo». Ma come si è arrivati a quel ragazzo? Romulus Popescu, presidente milanese dell’associazione romeni in Italia, si difende così: «Abbiamo mandato l’invito a partecipare agli incontri sulla Costituzione a tutti i nostri connazionali di cui siamoa conoscenza,i nomi ci vengono forniti dai nostri associati con il metodo del passa-parola». Enrico Marcora sembra cadere dalle nuvole: «Mi spiace molto che un’iniziativa lodevole come quella di far conoscere la nostra Costituzione venga vissuta come una strumentalizzazione, io ho solo voluto segnalare questa iniziativa, che ho contribuito a realizzare, allegando alla lettera il mio volantino: del resto nessuno è obbligato a votarmi…». La palla ora passa al garante della Privacy e alla Procura, destinatari dei due esposti presentati dai genitori.

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