Nove per nove farà ottantuno?

Alcuni spettacoli accadono talmente identici che danno la stessa serenità di vedere le montagne fuori dalla finestra. Vuoi la gerontocrazia, vuoi l’immobilismo, o vuoi siano davvero gli uomini più valenti d’Italia, ma se sfogliassi un quotidiano di una dozzina di anni fa troverei gli stessi contendenti e la stessa campagna elettorale. Intercettazioni telefoniche, farneticazioni di qualche politico alla ricerca di notorietà, la nuova sensazionale scoperta scientifica presto dimenticabile. Certo, ora si fa un po’ di fatica in meno trovando allegata una bella copia di Shining in Dvd piuttosto che in Vhs, ma poi non è che i quotidiani, volenti o nolenti, siano così diversi.

L’unico modo per accorgermi che sono effettivamente trascorsi diversi anni è che in un’edizione nazionale del 10 aprile 2010, in ultima pagina, affianco alle notizie sul meteo o sulla destra delle estrazioni del lotto, c’è una rassicurante mezza paginetta dedicata al sudoku. Questo giochetto di logica importato con l’unico scopo di imporsi come moda dell’estate si è dimostrato in realtà tenacissimo. E in barba a tantotantotantotantotanto e a dammitreparole solecuoreamore non è stato riposto con gli ombrelloni, ha superato agevolmente un paio di inverni freddi ed ora è parte integrante dei nostri quotidiani. Non ho mai visto qualcuno risolvere un sudoku da un quotidiano, ma immagino che avranno le loro ricerche di mercato per giustificarlo.

Oggi, per dire, Il Giornale, La Repubblica gli dedicano dello spazio. D’altronde è simpatico e, credo, che costringendo i lettori a spendere dieci minuti in più sul giornale gli si lasci la convinzione di aver adempiuto i compiti di buon cittadino con maggior dedizione. Lo scopo del gioco è, come ormai sapranno anche i sassi, riempire le 81 caselle di un quadrato armati di matita, gomma da cancellare e santa pazienza. A seconda dei numeri offerti al risolutore e della loro disposizione, risolvere un sudoku può essere più o meno difficile. Tuttavia è curioso scoprire quali diversi livelli di difficoltà i sudoku dei vari quotidiani prevedano. E così mentre solitamente Il Giornale alterna uno schema di difficoltà facile a uno difficile, La Repubblica offre un Sudoku di livello avanzato. Ciò – teoricamente – significa che almeno secondo Feltri i suoi lettori hanno capacità di logica inferiori a quelle che secondo Ezio Mauro avrebbero i suoi. Sarebbe una prova evidente di ciò che dal Repubblica non si può ripetere per non apparire spocchiosi e che da destra viene tacciato come il solito snobismo.

Anche se non ne risolvo uno da anni, il sudoku mi dà una soddisfazione non da poco: il suo successo mi fa sperare che i gusti non siano ancora del tutto manovrabili a tavolino. Se anche scomparisse domani, avrebbe comunque vinto la sua battaglia sulle mode. Perché se da una parte siamo sempre più bombardati d’informazioni, dall’altra siamo sempre più convinti delle nostre capacità di discernere ciò che ci piace o meno, che ci interessa, ci annoia o ci diverte. Le tecnologie, i media, ci costringono a studiare il modo di spendere il tempo. Perché non c’è tempo libero da perdere. Ogni ritaglio è prezioso e rappresenta il proprio angolo di lusso. Quello di cui gli altri non possono disporre. La scelta sembra infinita, ci si può perdere in essa. Come dice quello slogan “Il mondo è tuo”. Peccato solo sia uno slogan che va bene allo stesso modo – chissà come hanno fatto a non accorgersene – per Al Pacino in Scarface e per Aladin di Walt Disney.

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