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Pare che anche il più ignorante degli antichi romani conoscesse oltre duecento piante, per noi moderni, invece, con ogni probabilità presto inventeranno un’applicazione per smarthphone in grado di riconoscere alberi e fiori. Ma fino ad allora rispondere alle insistenti domande di un bambino sul nome di quella pianta, e di quella, e di quell’altra, provocherà ancora diversi grattacapi. Prova a darci una mano la riedizione di Riconoscere gli alberi (De Agostini, pp. 224, € 19,90) di Phillips Roger, un atlante di semplice consultazione ricco di foto e descrizioni, pensato per i meno esperti ma comunque curiosi di dare un volto a nomi come leccio, olmo, carrubo, etc.

Nonostante Dean Falk combini antropologia, neuroscienze e storia e filosofia del linguaggio in Lingua Madre. Cure materne e origini del linguaggio (Bollati Boringhieri, pp.283, € 19,50), l’esposizione è talmente chiara da essere comprensibile a tutti. Falk scrive uno di quei libri che fanno preferire le teorie alla verità (senza voler suggerire che le sue tesi siano false, intendiamoci). La studiosa sostiene che il linguaggio sia nato grazie alla relazione mamma-bambino (figure di solito considerate secondarie, nella storia dell’evoluzione, rispetto al papà). I bambini avrebbero cominciato ad articolare suoni per comunicare con la mamma, ormai bipede e quindi più “lontana”. Ma nel libro ci sono moltissime cose: relazione musica e linguaggio, i bimbi che inventano la sintassi, il motherese la lingua della mamma, nata dalle ninne nanne. Ah, per i più scettici: accusare di partigianeria di genere Dean Falk – è una donna che fa teorie per le donne – è risibile .

Se vi piace una di queste cose: West Wing, le primarie del partito repubblicano, gli aneddoti su Churchill, il gossip politico o i cambi di casacca dei Responsabili, Architettura e potere. Come i ricchi e i potenti hanno dato forma al mondo (Laterza, 368, € 20) di Deyan Sudjic vi manderà in visibilio. E’ un libro pieno di storie (inutili e perciò indispensabili) di come il potere ha imposto il proprio marchio sulle città. Ci sono i palazzi fatti costruire da Imelda Marcos, la Mosca di Stalin e l’Eur di Mussolini ma anche il Millennium Dome di Blair, il palazzo di vetro e le torri gemelle.

I sette saggi (ma iniziate dal quarto o dal settimo) di Esperimenti naturali di storia (Codice edizioni, 288, € 27) di Jared Diamond e James A.Robinson sono così densi che altri autori li avrebbero trasformati in sette libri. Diamond e Robinson studiano la storia come fosse una scienza sperimentabile: perché lo stesso fatto storico conduce a conseguenze tanto diverse? Perché nella relativamente piccola isola di Hispaniola, due stati (Haiti e Repubblica Dominicana) hanno economie così diverse? Quanto ha influito la tratta degli schiavi nella ricchezza dei paesi africani? Perché l’epopea del West in Nordamerica e non in Brasile?  Il metodo è versatile e, di conseguenza, gli argomenti sono diversissimi. Ma tutti tracciati attraverso l’abbondante uso di statistiche e continui paragoni e raffronti con situazioni simili.

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