Tic

In tutto il mondo civile vanno in onda programmi con un intervistatore e un intervistato, ci saranno polemiche dappertutto per mille cose più o meno serie, ma, solo qui da noi, c’è chi si straccia le vesti o pensa di dire una cosa molto intelligente facendo notare che quell’intervista è “senza contraddittorio”. Non serve aver studiato McLuhan o Popper o aver visto tutti i video di Aldo Grasso per capire che Lucia Annunziata o Daria Bignardi o Gigi Marzullo fanno interviste senza contraddittorio. E quindi un’intervista può essere brutta, disonesta, stupida, inutile, venuta male per centomila motivi, ma non perchè è “senza contraddittorio”. “Senza contraddittorio”  è un pleonasmo. E, soprattutto, ma chi l’ha detto che “senza contraddittorio” sia un male. Davvero le trasmissioni col contraddittorio – Maurizio Costanzo Show, Annozero, Porta a Porta – sono necessariamente meglio? Davvero ogni volta che uno parla dei gas-serra serve un tizio che risponda che il surriscaldamento climatico non è dovuto all’uomo? (Anche questo è un contraddittorio, no? O vorrete mica il contraddittorio solo quando uno dice una cosa che non vi piace?).  Davvero serve Giulietto Chiesa in studio ogni volta che qualcuno parla delle responsabilità di Bin Laden nell’11 settembre?

E inoltre, ma perchè questa cosa del “senza contraddittorio” vale solo per la televisione? A nessuno viene in mente di obbligare la Mondadori a vendere la Costituzione tedesca insieme al Mein Kampf? O a vendere il Vangelo assieme al Corano? O  L’uomo senza qualità assieme a Il barone rampante. Sembrano esempi stupidi. E lo sono proprio perchè diamo tutti per scontato che il contraddittorio uno se lo cerca, quando si parla di libri. E vale lo stesso anche per la musica, per il teatro, per il cinema, per ogni media, per ogni canale televisivo del mondo (credete che qualcuno si lamenti che Jay Leno ospiti politici senza contraddittorio) tranne che per la tv italiana. Mentre il lettore di libri è un tipo accorto che dopo aver letto un un libro di Scientology va a cercare le riflessioni sulla religione di Marx , il povero omino davanti alla tv non vede l’ora di sentire un’opinione per poi farla sua.

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