Archive for the ‘aedicola’ Category

Primavera al nido

3 febbraio 2012

Ieri, Repubblica Milano ha pubblicato un articolo, titolandolo La rivoluzione negli asili. Ma, avendo due figli in età d’asilo, e conoscendo dunque bene i regolamenti mi ero accorto che non c’era niente di davvero rivoluzionario. Qualcosa di diverso, ma minuzie. Nulla che valesse il titolo rivoluzione. Anche lo strillo “spazio ai figli degli immigrati irregolari” era fuorviante. I figli degli immigrati irregolari potevano iscriversi agli asili di Milano anche con la giunta Moratti (era stato un giudice a imporre che tenere fuori dalle scuole i figli degli irregolari era contro il diritto allo studio). Pensavo che la vicenda non avrebbe avuto sviluppi e avevo dedicato un trascurabile tweet alla faccenda.

Invece, oggi leggo che la Lega ha creduto a Repubblica (e a chi ha parlato di rivoluzione) e si è lamentata della nuova regola. Che però era in vigore anche l’anno scorso, e l’anno prima ancora, quando la Lega era maggioranza. Uno dice: hanno la memoria corta. Probabile ma non corta quanto a Repubblica perchè il delirio si completa così. Repubblica Milano come risponde alla Lega? Scrive che, in realtà non c’è stata nessuna rivoluzione e che il regolamento è praticamente identico a quello passato.

Se hai le spallucce il pulloverino te le fa sembrare più robuste

19 gennaio 2012

Sfogliando Chi ho trovato questa foto di casa e famiglia Clini. Già indossare il pulloverino sulle spalle all’aperto resta una moda bizzarra, ma tenerlo in casa, boh, non l’avevo mai visto. Si siede sul divano a guardare la tv e tiene il pulloverino sulle spalle? Parla al telefono, mangia uno yogurt, va al gabinetto indossandolo sempre?

Mi ha ricordato una cosa di Luca Sofri sul pulloverino di Formigoni: “Però a me fa ancora più ridere l’esibizione di un elemento tipico dello stile sfigato di ogni tempo: il pulloverino sulle spalle. Il pulloverino sulle spalle, si sa, non ha senso: i casi in cui vi venga disposto per qualche reale necessità temporanea di trovargli un posto ammontano allo 0,5%. Il restante 99,5% si deve a un’illusione estetica che “stia bene”, come se fosse una sciarpa: mentre in realtà è come mettere un piede in un cappello o legare una camicia intorno alla fronte. Non so bene che storia abbia avuto questa illusione, se si debba a un’idea che se hai le spallucce il pulloverino te le fa sembrare più robuste, o che quel nodo davanti faccia le ineleganti veci di una cravatta”

Il vigile strafottente, la moglie zoccola, l’avvocato con l’amante, il dentista che non paga le tasse

18 gennaio 2012

Ogni caso di cronaca che si rispetti ha bisogno del suo paesino che si chiude a riccio. Ormai è lo stereotipo. Quindi, anche se poi dagli articoli non emerge nulla di impressionante (è assurdo che un vigile urbano chieda di non intralciare il traffico?), ma solo persone che vorrebbero continuare la propria vita, sia Repubblica che il Corriere hanno titoli enormi su “Il paese difende Schettino” e “Schettino torna a casa, il paese lo difende“. Prima si fa il titolo, poi basta uno che dica una cosa anche solo di civiltà elementare del tipo:”I giudici decideranno, ma per ora niente gogna” che diventa uno che vuol fare il sofista.

E’ per testare la vostra saggezza orientale

12 gennaio 2012

Talmente morbosamente che hanno deciso di linkarlo anche loro (corriere.it).

Vi magnate il sapone

9 dicembre 2011

I quotidiani hanno sviluppato un nuovo tipo di articolo di costume: ogni volta che catturano un camorrista vanno a intervistare un vicino di casa del boss arrestato che non s’è mai accorto di nulla, un negoziante che scappa davanti alle telecamera, un pensionato che urla appena in piedi da una panchina che quel boss è un santo e faceva mangiare tutta la città, un gruppo di ragazzini che si accalcano come ci fosse Luigi Necco e difendono il boss con lo stesso spirito con cui i ragazzini di ogni altra parte del mondo difenderebbero chi per loro rappresenta l’anti-sistema (solo che lì c’è un boss e non i Sex Pistols), e per ultimo il parroco del paese. C’è sempre l’intervista al parroco del paese e qualsiasi cosa dica è uno scandalo. E i commenti ironici sull’esotismo di questi pezzenti di Casapesenna nel migliore dei casi simili a quel vecchio pezzo di Giù la testa. Una mezza battuta su Equitalia fa (giustamente) scandalo ma si può tranquillamente proporre di deportare la cittadinanza di Casapesenna (come propone il Corriere) o di passarla al napalm. Questo fa ridere. E’ condiviso.

Aiuto, un loop continuo

18 novembre 2011

Scialla fa pubblicità appena sopra il banner di Repubblica citando nella pubblicità il fatto che Repubblica abbia parlato bene di Scialla.

Dileguati

17 novembre 2011

Ma Repubblica non diceva che le sole dimissioni di Berlusconi valevano 100 punti di spread?

Onestà intellettuale

15 novembre 2011

Per due giorni Letta, Amato e gli altri che volevano entrare nel Governo sono stati paragonati agli “sciacalli”, poi – ora che li vuole Monti – lui è un genio, e loro restano sciacalli che non vogliono entrare nel Governo.

Old boy e Drive sono molto fichi ma sono film, è un’altra cosa

2 novembre 2011

Per dire come questa cosa del giornalismo, la narrazione e il sensazionalismo sia un po’ scappata di mano. A me sembra che nel titolo dovrebbe andarci Pazzo disperato uccide un uomo. Mi sembra illogico che uno scopra cos’è successo davvero solo leggendo.

Due video e due misure

21 ottobre 2011

Ma tutti i giornalisti che dicevano che Obama sì, aveva fatto bene a non mostrare il video con l’uccisione di Bin Laden e che loro non l’avrebbero mostrato anche se l’avessero avuto perchè il giornalismo serio, i complottisti ignoranti e il corpo da esibire come trofeo, dove sono finiti? No, perchè questi video di Gheddafi ora sono (giustamente) stralinkati sui siti dei loro giornali.