Archive for the ‘leggendo’ Category

Il Ciarra

5 dicembre 2012

Non uso questo blog da un pezzo, ma dovevo trovare un modo per condividere uno dei punti più altri del libro intervista di Mucchetti a Geronzi, finora trascurato. I caratteri di quattro persone in un’episodio.

E’ Massimo Mucchetti a parlare: “Se posso rallegrarla con un ricordo, le dirò che, su suggerimento di Caracciolo, andai a trovare Ciarrapico nella sua casa di Roma, una palazzina intonacata di bianco dalle parti di via Sardegna, subito dopo quella famosa mediazione. (Ciarrapico fece da mediatore nella vicenda Mondadori, ndb). Il “Ciarra sembrava aver voglia di fare quattro chiacchiere a taccuino chiuso con un giornalista di quel gruppo editoriale così lontano da lui. Compresi solo alla fine il perché di quella strana cena, noi due seduti l’uno di fronte all’altro, ai lati brevi di un fratino esageratamente lungo. Fu quando, al momento del congedo, il padrone di casa esibì i regali che aveva ricevuto per quel suo servizio: un paesaggio tutto scuro da parte di Berlusconi (“L’ho fatto vedere e mi hanno detto che è una crosta,” mi confidò), una cosa minima che non ricordo da parte di De Benedetti, un volumetto con una raccolta di suoi articoli da parte di Scalfari (“Voleva essere un omaggio tra editori o non voleva spendere?”); il migliore fu Caracciolo che, conoscendo la sua passione per i soldatini di piombo nelle divise storiche, gliene fece avere un plotone, cosa che lui gradì. Nel tendermi la mano, il “Ciarra” sentenziò: “Mai aspettarsi niente dai ricchi!”. (pag. 226-227)

La filosofia morale spiegata ai piccoli

29 settembre 2011

L’anno scorso aveva ottenuto un’imprevedibile successo un buon libro di Roberta de Monticelli intitolato La questione morale (Raffaele Cortina è l’editore).  Non solo sui giornali, che direte voi non conta, ma anche come vendite. Cosa rara per un saggio di filosofia morale che non ambiva minimanete ad essere divulgativo. E, lo so che è una cosa del tutto trascurabile, ma ieri ho visto che Dalai ha pubblicato un nuovo libro di Roberta de Monticelli completamente diverso: Dal vivo, meditazioni e versi sotto le stelle. E, ovviamente, non c’è nulla di male a cercare di capitalizzare economicamente un successo provando a battere il ferro finchè è caldo con un libro “semplice”, ma, per quel che mi riguarda, la vicenda racconta molto di come lavorano le case editrici italiane e la vanità.

O santone

30 agosto 2011

Per quanti credessero che Tiziano Terzani fosse un guru new age o una specie di Giulietto Chiesa, è uscito il Meridiano Mondadori con i suoi libri fino al ’92. Io ho appena riletto – prima di viaggiare nel Caucaso – Buonanotte signor Lenin ed è sempre un libro incredibilmente attuale, nonchè uno dei libri di viaggi più belli che conosca. 

Ancora sul multiculturalismo

29 luglio 2011

Quando il Papa, dopo la parentesi napoleonica, tornò a Roma, l’unica cosa che restò della “rivoluzione” fu la ghigliottina. Cioè smisero l’impiccagione per le condanne capitali e cominciarono a eseguirle con la ghigliottina. Ci pensavo leggendo questo dibattito sul multiculturalismo: perchè di tutta la cultura e il mondo islamico che diceva di disprezzare l’unica cosa che Breivik ha tenuto è l’autobomba, un’invenzione resa celebre dai terroristi islamici libanesi (vd.commento), non certo dai crociati. Chissà se nelle sue mille pagine di fervore reazionario c’ha mai pensato.

Buona

3 giugno 2011

Viene fatta pubblicità solo alle brutte battute (squallide e tante, d’accordo) di Berlusconi. Qui ne linko, invece, una secondo me bellissima. Me l’ero persa. Stile Ellekappa.

Poi dici la sindrome da accerchiamento e la congiura mondiale

13 maggio 2011

Oggi Repubblica a pagina 32 pubblica la seguente lettera di Saverio Russo da Foggia:

“Consulto con una certa attenzione le pagine di Google e ogni giorno scorro le notizie proposte nella rubrica Google News. Da quando è iniziata la campagna elettorale, a parte le notizie di cronaca nera, quelle riferibili alla politica nazionale sono quasi sempre riprese dal Giornale e da Libero. Quindi insieme ai suoi giornali e alle emittenti televisive, la grancassa del Cavaliere può beneficiare anche della benevola attenzione di Google”.

Percentuali

3 maggio 2011

Una volta uno dei gusti del complotto era il fatto di essere in pochi a godere di un’informazione. La verità conosciuta da pochi contro l’opinione pubblica manipolata: una lotta impari. Ma, scorrendo un po’ di commenti sulla morte di Bin Laden e ascoltandone altri in giro, mi pare di capire che ormai il gioco è completamente rovesciato. Ed è un profluvio di: era già morto, l’hanno giustiziato, non c’entrava niente con l’11 settembre, è un pupazzo di Bush, non è morto, non è Bin Laden, sono stati gli israeliani. Ormai i complottisti – numericamente – sono quelli che credono alla versione ufficiale. E i creduloni non sono più quelli manipolati dai governi, ma quelli manipolati dal “Cà nisciun è fesso”. Ma intanto, a dire che Bin Laden è morto il 2 maggio, ucciso in un blitz dell’esercito americano, e il suo corpo è stato sepolto in mare si diventa oggetto di scherno e risolini, neanche se uno avesse detto che i fulmini li manda Zeus.

Piccoli Liguori crescono

18 aprile 2011

Allora lei è l’ideologa della Riforma G

31 marzo 2011

A proposito di quanto diceva Luca su Lanier tirata per la giacchetta: “gli ignoranti luddisti lo (Morozov,ndr) tirano per la giacchetta , come fanno anche con Jaron Lanier, leggendo sbrigativamente le sue analisi per dir male della rete tout court”. Qui sotto gliela stracciano a forza di tirare:

“Infine, il tecnologo cinquantenne newyorchese, post hippy ed ex guru dell’innovazione Jaron Lanier scrive You are not a gadget per metterci in guardia dai pericolosi usi del Web, dall’illusoria idea di libertà e dal potere di manipolazione della realtà virtuale. Ci dice che il Web ci rende gadget, “non-persone”, distrugge la nostra capacità di creare, la forza rivoluzionaria del pensiero, non è che una ricombinazione insensata di frammenti, ci fa regredire a uno stato di inciviltà e violenza, ci omologa e ci rende schiavi creando una dipendenza da cui sarà sempre più difficile disintossicarsi. E’ un brodo di cultura dove anonimi individui annaspano, consegnandosi a un’altrettanto anonima intelligenza superiore, una sorta di “Dio superdigitale”: Internet.Oibò… Forse celebrare oggi il triongo del www è già roba vecchia. Gli americani si chiedono quali nefande conseguenze abbia un uso tanto idolatra del computer, e noi italiani invece qui a riempirci di gadget e a diventare beatamente gadget di noi stessi”. (Paola Mastrocola, Togliamo il disturbo, pag. 171-172)

Che sarebbero un paio di capoversi non da un saggio qualsiasi ma da quello che, finora, risulta il più venduto in Italia, nel 2011: una citazione di Lanier talmente ridicola e rozza da essere ai limiti della calunnia. Con una generalizzazione “Gli americani” che meriterebbe l’errore a matita rossa in qualsiasi tema la professoressa Mastrocola si trovasse a correggere.

 

L’ombra di D’Alema

1 marzo 2011

Poche storie rappresentano meglio di questa cosa significhi la paranoia di un regime.