Archive for the ‘nomi cose città’ Category

Vi magnate il sapone

9 dicembre 2011

I quotidiani hanno sviluppato un nuovo tipo di articolo di costume: ogni volta che catturano un camorrista vanno a intervistare un vicino di casa del boss arrestato che non s’è mai accorto di nulla, un negoziante che scappa davanti alle telecamera, un pensionato che urla appena in piedi da una panchina che quel boss è un santo e faceva mangiare tutta la città, un gruppo di ragazzini che si accalcano come ci fosse Luigi Necco e difendono il boss con lo stesso spirito con cui i ragazzini di ogni altra parte del mondo difenderebbero chi per loro rappresenta l’anti-sistema (solo che lì c’è un boss e non i Sex Pistols), e per ultimo il parroco del paese. C’è sempre l’intervista al parroco del paese e qualsiasi cosa dica è uno scandalo. E i commenti ironici sull’esotismo di questi pezzenti di Casapesenna nel migliore dei casi simili a quel vecchio pezzo di Giù la testa. Una mezza battuta su Equitalia fa (giustamente) scandalo ma si può tranquillamente proporre di deportare la cittadinanza di Casapesenna (come propone il Corriere) o di passarla al napalm. Questo fa ridere. E’ condiviso.

Registi porno

8 dicembre 2011

Ma la quantità di gente che arriva su questo blog cercando “registi porno”…non lo sapevo che il porno d’autore avesse tanti fan.

Dimmi se non ora quando quando/2

2 dicembre 2011

Secondo Repubblica Milano di oggi, il 60% dei bambini dall’anno prossimo pagherà seicentottantaeuro di asilo nido all’anno. E’ una cifra mostruosa. Un aumento di circa 230 euro in un anno. Da una cifra di partenza (465) che per molti era già alta. Con quale faccia potremo parlere ancora di favorire l’occupazione femminile e il ritorno al lavoro dopo la maternità e la maternità stessa e il diritto alla scuola con cifre del genere? Basta davvero mettere le bandiere di partito alle manifestazioni per l’emancipazione femminile e stracciarsi le vesti per il ministro Carfagna per fare la cosa giusta? Un intervento del genere non è più deflagrante di centomila zizze in tivvù?

Dimmi se non ora quando quando

2 dicembre 2011

Da Repubblica di oggi, un’intervista a Raffaella Reggi (una delle più forti tennisti italiane di sempre. Ma non come Lea Pericoli, niente pallonetti, Reggi giocava negli anni ottanta). C’è una cosa a cui nella mia ingenuità non avevo mai pensato:

“Oggi, Schiavone su terra è l’unica che sporca un po’ il gioco, che lo rende meno prevedibile, ma sono in tanti a credere che le sue due finali a Roland Garos potevano avere un altro impatto in Italia. Se al suo posto ci fosse stata Pennetta l’investimento pubblicitario sarebbe stato maggiore. – (Intevistatore) Per un fatto fisico? – Sì. Flavia corrisponde di più all’immagine della bellezza mediterranea”.

 

 

1 dicembre 2011

Plasmon e Barilla litigano. O meglio, Plasmon sbugiarda Barilla e Barilla risponde con una tirata sulle mamme che neanche negli anni cinquanta, senza peraltro smentire nulla. In casa mia, intanto, sono io a fare la spesa e dev’essere per questo – non sono una mamma – che i minori hanno mangiato  tanti piccolini, finora.

Critico e intelligente

29 novembre 2011

Ogni volta che vedo in vendita una di quelle guide al consumo critico e intelligente penso sempre che a pagina tre dovrebbero scriverci che il primo gesto di consumo critico e intelligente è non comprare una guida al consumo critico e intelligente.

Che anni quegli anni

25 novembre 2011

Erano almeno due settimane che non usciva un film italiano con brigatisti e i pantaloni a zampa. La scoperta dell’alba ci mette finalmente una pezza.

Certo, facesse il petomane

23 novembre 2011

Chi è stato a dire a Massimo Ghini che è il nuovo Ugo Tognazzi? No, perchè temo che Ghini l’abbia preso sul serio. E dopo aver trasformato Amici Miei in un film di Pierino ambientato nel ‘400, ora sta provando a trasformare Il vizietto in un vaudeville da locale di Las Vegas. Qualcuno lo fermi prima che tocchi anche I mostri.

Dileguati

17 novembre 2011

Ma Repubblica non diceva che le sole dimissioni di Berlusconi valevano 100 punti di spread?

Una posizione che già Aristotele giudicava insulsa e arretrata

10 novembre 2011

Ancora su Concita de Gregorio e il pensiero generazionale.

“Un amico carissimo poco  più che ventenne e recensore di videogames per riviste specializzate mi ha portata per mano nel suo mondo, un giorno, pregandomi di riconsiderare la proibizione assoluta di Xbox Playstation e giochi per computer che vige in casa mia. Il mio punto di vista, rispetto ai figli, era piuttosto semplice: i videogiochi sono quasi sempre violenti, li eccitano e li innvervosiscono, inoltre fanno loro pensare che niente sia mai definitivo, si muore sei volte e si fa reset, la vita non è fatta così. Le Play li tengono incollati a uno schermo e dimenticano la realtà, non parlano non sentono più niente, sono oggetti ipnotici che rimbecilliscono, quando c’è il sole si esce e quando piove anche, il mondo è fuori. Fine della questione”. (Concita de Gregorio, Così è la vita, pag. 101)