Il Manifesto, 4 giugno 2009

Consumi. In viaggio per l'Italia tra compere online e centri commerciali

Anche durante l’attuale gravissima crisi economica il mondo dei consumi si presenta come una realtà articolata e vitale, che si presta a essere descritta nei suoi aspetti più caratteristici. Seguendo l’esempio di tanti scrittori del passato, si cimenta in questa impresa nel suo libro d’esordio Nomi, cose, città anche il giovane Arnaldo Greco, autore di diversi racconti usciti sulla rivista “Nuovi argomenti”. La descrizione di Greco e’ particolarmente ricca, e spazia dai centri commerciali dell’area napoletana ai consumi degli italiani che da Gorizia vanno a fare compere oltreconfine, dalle spese delle badanti ai giochi d’azzardo, dal commercio elettronico ai beni riservati ai neonati. Anzi, forse le situazioni considerate da Greco nel suo viaggio sono addirittura troppe e rischiano di disorientare non solo chi legge, ma anche lo stesso autore, che fatica a guidare il lettore con
delle chiavi interpretative efficaci.

Pure, il libro di Greco offre anche alcuni utili stimoli di riflessione, soprattutto quando l’autore affronta la natura paradossale e a volte persino “folle” dei consumi odierni. Interrogandosi per esempio sulle contraddizioni che attraversano il grande successo dei consumi biologici, Greco si chiede, a proposito di un miele prodotto in Cina e distribuito da una ditta danese, che senso abbia “pretendere un miele che non e’ mai stato trattato con anticrittogamici quando poi, per farlo arrivare sulla mia fetta biscottata, gli faccio bruciare carburante per ventimila chilometri?”. E interessanti sono anche le domande che Greco si pone prendendo in esame le ossessioni che riguardano il rapporto contemporaneo con gli alimenti, come la “ortoressia”, cioè l’eccesso di attenzioni nei confronti delle scelte alimentari, o la “vigoressia”, ovvero la troppo elevata preoccupazione per lo sviluppo muscolare del proprio corpo. Più che una analisi strutturata del mondo dei consumi, insomma, Nomi, cose, città nella sua miriade di esempi, offre una serie di stimoli, quasi di provocazioni, primo passo verso una riflessione sul funzionamento contemporaneo del mondo dei consumi.

Vanni Codeluppi

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