Posts Tagged ‘lega nord’

Primavera al nido

3 febbraio 2012

Ieri, Repubblica Milano ha pubblicato un articolo, titolandolo La rivoluzione negli asili. Ma, avendo due figli in età d’asilo, e conoscendo dunque bene i regolamenti mi ero accorto che non c’era niente di davvero rivoluzionario. Qualcosa di diverso, ma minuzie. Nulla che valesse il titolo rivoluzione. Anche lo strillo “spazio ai figli degli immigrati irregolari” era fuorviante. I figli degli immigrati irregolari potevano iscriversi agli asili di Milano anche con la giunta Moratti (era stato un giudice a imporre che tenere fuori dalle scuole i figli degli irregolari era contro il diritto allo studio). Pensavo che la vicenda non avrebbe avuto sviluppi e avevo dedicato un trascurabile tweet alla faccenda.

Invece, oggi leggo che la Lega ha creduto a Repubblica (e a chi ha parlato di rivoluzione) e si è lamentata della nuova regola. Che però era in vigore anche l’anno scorso, e l’anno prima ancora, quando la Lega era maggioranza. Uno dice: hanno la memoria corta. Probabile ma non corta quanto a Repubblica perchè il delirio si completa così. Repubblica Milano come risponde alla Lega? Scrive che, in realtà non c’è stata nessuna rivoluzione e che il regolamento è praticamente identico a quello passato.

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Farli impazzire come un robot

5 ottobre 2011

 

Oggi, Cesare Prandelli, per far fronte ad alcuni infortuni ha convocato in nazionale Osvaldo (a sx) e Ogbonna (a dx). E niente, le cose in questo paese stanno davvero migliorando. Perchè un deputato della Lega Nord ha rilasciato una dichiarazione contro le scelte di Prandelli e – indovinate un po’ – se l’è presa con Osvaldo.

Abbassando abbassando abbassando

30 settembre 2010

Noi sì che siamo diversi.

Ascolta un cretino

12 luglio 2010

La LegaNord non sembra essere alla ricerca di intellettuali di riferimento. Ciononostante alcuni intellettuali di riferimento provano  comunque ad accreditarsi presso la LegaNord. Per esempio, Angelo Panebianco, storico prima ancora che giornalista, sul Corriere di sabato 10 ha raccontato la sua versione della questione meridionale.

Senza entrare nel merito dell’assurdità dei paragoni (E’ difficile dire se nell’articolo sia la superficialità o l’ignoranza a farla da padrone.

Panebianco scrive: “Esistono certe interessanti analogie fra la storia dell’America Latina e quella del Sud d’Italia. Per un lungo periodo, le classi dirigenti latinoamericane coltivarono nei confronti degli Stati Uniti lo stesso atteggiamento di molti meridionali italiani nei confronti del nostro Nord. Attribuendo all’imperialismo yankee la causa del proprio sottosviluppo i latinoamericani si autoassolvevano da ogni responsabilità e, con i loro comportamenti, perpetuavano il sottosviluppo”.

Non serve essere Gianni Minà o Naomi Klein, nè serve parlare di ruolo di multinazionali per trovare risibile questa versione. Panebianco non ha mai sentito parlare della dottrina Monroe o del ruolo degli Usa nei colpi di stato America latina (per dirne una qui c’è il rapporto Cia sul golpe in Cile), e non ha neanche sentito questa frase che sanno anche i sassi ormai: “Non vedo perchè dovremmo restare con le mani in mano a guardare mentre un Paese diventa comunista a causa dell’irresponsabilità del suo popolo. La questione è troppo importante perchè gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli”. (Henry Kissinger)

Ma è sulla Slovacchia che regala una perla unica:

“La Slovacchia era la parte più povera della Cecoslovacchia. Gli slovacchi tirarono troppo la corda, pretesero troppe risorse. Minacciarono anche la secessione. I cechi risposero: accomodatevi. E secessione fu”.

Mi auguro aggiornino presto anche wikipedia con questa versione, visto che attualmente non trova conferme da nessuna parte.

Fare scuola

30 giugno 2010

Ecco, andate pure voi a fare il campionato con padani ed eschimesi, che quello sì che è bello.

Burp

23 giugno 2010

Se dici di parlare al popolo e per questo non ci sono gay, persone di colore o immigrati ma solo culattoni, negri o merdaccio mediterranea, non è che poi hai te la cavi dicendo che hai il reflusso gastroesofageo o l’ernia iatale. Non è che all’improvviso lo sai l’italiano.  Così non vale. Devi dire: “Il vino? Non posso berlo. Mi fa fare dei rutti pazzeschi”.  Se no il popolo non capisce.